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Tempra Edizioni, Editoria, Libri, Pubblicazione, Autori Emergenti, Poesia, Saggistica, Narrativa, Shop online, Interviste, Lettori, Catalogo
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INTERVISTA AD ALESSANDRO E IACOPO EBULI AUTORI DI “MOTEL FRONTIERA”

2026-04-19 21:00

TEMPRA EDIZIONI

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INTERVISTA AD ALESSANDRO E IACOPO EBULI AUTORI DI “MOTEL FRONTIERA”

"Motel frontiera" una raccolta di racconti e fotografie di Alessandro e Iacopo Ebuli.

Alessandro e Iacopo Ebuli, padre e figlio, uno per la narrativa e l’altro per la fotografia hanno collaborato alla realizzazione di una raccolta di racconti “Motel frontiera” corredata da fotografie in bianco e nero.

Alessandro Ebuli, noto scrittore ligure, ha pubblicato con noi di Tempra Edizioni numerose opere, tra cui:  “Istinti” (2019), “Temporali silenziosi” (2020), “La presenza di Hariel” (2022) e “In superficie sospeso” (2023) e ci ha stupito nuovamente con un progetto interessante “Motel frontiera” sviluppato insieme a Iacopo.

Iacopo Ebuli è una giovane promessa, studente e assistente dell’Istituto Italiano di Fotografia, nel 2023 ha collaborato con la Galleria d’arte Hasita (Milano), ha preso parte con la sua foto Neonlight Dream al progetto Incubator Labbdi Hasita. A novembre 2024 ha lavorato alla rassegna Games Week di Milano. Collabora con la Casa Circondariale della Spezia con un progetto fotografico volto a raccontare la quotidianità degli Agenti del Corpo della Polizia Penitenziaria.

Gli Ebuli sono due personalità creative che attraverso “Motel Frontiera” permettono al lettore di immergersi in una lettura di racconti brevi ispirati ai grandi spazi dell’America urbana e rurale e ripercorrendo quei luoghi attraverso le fotografie. Highways deserte, rapinatori in fuga, amanti nascosti nelle stanze di un motel, uomini senza scrupoli, periferie e decadimento. Personaggi indefinibili si aggirano nei contorni di un’America intrisa di dubbi, perplessità e paradossi, in una solitudine condivisa mascherata dal coraggio di vivere ai margini della società.

 

A presentare “Motel frontiera” saranno proprio Alessandro e Iacopo in questa intervista doppia.

 

Alessandro e Iacopo siete i benvenuti nel salotto virtuale di Tempra Edizioni.

 

ALESSANDRO E IACOPO: Grazie da parte di entrambi per lo spazio che Tempra ci ha concesso con la pubblicazione di Motel Frontiera e per questa intervista “doppia”.

 

1)“Motel frontiera” nasce come un progetto di lettura performativa?

ALESSANDRO: Motel Frontiera, come ho accennato nell’introduzione all’opera, è un progetto nato sulle ceneri del mio precedente libro ‘In superficie sospeso’. Ho raccolto alcuni appunti che si sono trasformati nel primo racconto dal titolo ‘Interno 33’ e ne ho scritti di getto molti altri, che poi insieme alla mia partner in crime Sara Battolla abbiamo portato in giro in sede live, recitando alcuni testi accompagnati da Claudio Alcara alla chitarra e Davide Cuffini all’armonica con la band Motel Frontiera, omonima al libro. Di fatto i testi sono cresciuti con naturalezza in direzione di una lettura performativa, ma sono a tutti gli effetti dei racconti brevi che vivono di vita propria e credo che all’interno del libro si percepisca ogni sfumatura delle storie che ho narrato.

 

2)     Come è nata l’idea di rendere i racconti fotografici?

IACOPO: È nato tutto dal desiderio di unire le nostre due arti, in modo da restituire alla scrittura una dimensione anche visiva. Tramite le foto, i racconti hanno possibilità di prendere una nuova vita e di accompagnare il lettore nell’interpretazione del testo.

 

3)     In “Motel frontiera” descrivi la disperazione che spesso accompagna l’uomo durante l’arco della vita fatta di follia, incapacità di riuscire a riscattarsi da un punto di vista sociale, ponendo l’attenzione su quanto sia importante la salute mentale e la fragilità umana. Racconti impattanti emotivamente che spesso nella loro crudeltà lasciano riflettere ed un senso di impotenza e devastazione. Non è così?

ALESSANDRO: Credo di sì. Inizialmente l’intento era quello di costruire delle storie ispirate da persone ai margini della società o di famiglie in cui il filo tra la felicità e la disperazione sta per strapparsi; poi, più la scrittura procedeva più si faceva densa di particolari che in qualche modo descrivono la fragilità umana e le azioni messe in atto da personaggi non completamente stabili sul piano emotivo. È stato un processo di scrittura delineato da uno taglio narrativo che volevo fortemente al fine di esplorare uno stile che già dal mio precedente libro del 2023 iniziava a intravedersi tra le righe, ma che finalmente ha trovato il proprio compimento con Motel Frontiera. Alla fine della scrittura mi sono reso conto che il libro è di fatto un concept, per argomenti e riferimenti, e mi ha reso completamente soddisfatto.

 

4)     Avevi già scattato le foto in America prima che venisse ideato il progetto “Motel frontiera” o le foto sono state ricercate dopo la lettura esclusiva dalla raccolta?

IACOPO: Gran parte delle foto presenti in questo libro sono realizzate nelle strade di New York; ho deciso di scavare nel mio archivio “americano” per trovare alcuni scatti che rendessero giustizia ai testi scelti.

 

5)     A quali autori americani ti sei ispirato per la stesura dei racconti?

ALESSANDRO: Tra i miei autori preferiti troviamo Charles Bukowski, Raymond Carver e John Cheever, ma anche Davide Foster Wallace, un genio assoluto della narrativa post-modernista. Ma per Motel Frontiera i due autori che mi hanno letteralmente catturato ed hanno completato quel mio desiderio di raccontare l’America sporca, quella vissuta ai margini della società, sono Emanuel Carnevali e Sam Shepard. Del primo, grazie alla recente traduzione del suo libro ‘Il primo Dio’, mi sono innamorato, è stata una lettura cruda ed entusiasmante al contempo; mentre di Sam Shepard, che conosco da tempo, ho riscoperto la raccolta ‘Motel Chronicles’ che narra di un’America vissuta lungo i bordi, che ha riacceso il mio desiderio di raccontarne la mia versione.

 

6)     La foto utilizzata per la copertina del libro quale luogo rappresenta?

IACOPO: Rappresenta dei famosi grattacieli di Milano, ma vuole in realtà restare il più possibile nell’anonimato ed adattarsi all’immaginazione del lettore.

 

7)     C’è un racconto a cui sei particolarmente legato e di cui vorresti riportare un breve estratto?

ALESSANDRO: Ce ne sono molti, Motel Frontiera è un’opera che ha fatto vibrare le mie corde emozionali mentre ne scrivevo le storie. Direi Jennifer, che in seguito alle letture live ha riscosso molti feedback positivi, per quanto si tratti di una storia piuttosto cruda e violenta. Probabilmente il racconto al quale sono più legato è l’ultimo, ‘Il fondo buio del depositò, dedicato a mio padre. Si tratta di una storia vera, la narrazione di uno dei tanti momenti trascorsi con lui a fine turno nel deposito degli autobus nel quale lavorava. Eppure, per ambientazione, sembra trattarsi di una storia puramente americana. Ciò rafforza la mia convinzione che ogni luogo, che sia Italia o America o qualunque altro al mondo, di fatto non abbia poi differenze troppo marcate. Ecco un breve estratto: È tutto immobile come allora, l’unica differenza i palazzi gialli costruiti sopra il vecchio deposito. La buca non si è mossa, guarda verso l’alto dalle fondamenta al cielo, tempus fugit, tutto è opaco dal fondo di questo ricordo. È ancora buio e il rumore dei motori risuona nei contorni impalpabili dei miei ricordi e nel frattempo tutto tace in questi sgarbati corridoi”.

 

8)     Come è stata questa esperienza di collaborazione con tuo padre?

IACOPO: La collaborazione con mio padre è una grande tappa che sono felice di aver raggiunto. C’è stato bisogno di capire al meglio ogni racconto, per poter poi trovare e/o scattare la foto più rappresentativa. In ogni caso, condividere due mezzi artistici ed unirli è sempre un arricchimento, ancor di più se lo si fa in famiglia!

 

9)     Ci sono eventi in programma?

ALESSANDRO: Ho preso contatti con alcune librerie e circoli Arci e stiamo organizzando le presentazioni. Vorrei riuscire a far coincidere gli impegni dei membri della band Motel Frontiera per presentare il libro insieme a Iacopo e successivamente performare live qualche brano, con una mostra fotografica a corredo dell’evento che il pubblico potrà ammirare prima e dopo lo spettacolo.

 

10)  Qualcosa da aggiungere?

ALESSANDRO: Anzitutto ringrazio ancora mio figlio per avere condiviso questo viaggio con me, è servito del tempo ma credo che il risultato sia ottimo; grazie a questo lavoro a quattro mani e due occhi, i suoi, il nostro rapporto si è ulteriormente consolidato. Poi Tempra edizioni, che crede in me da molti anni e mi concede grande fiducia. Non saremmo qui a parlare di un uovo libro se non fosse per Tempra.

IACOPO: Ringrazio mio padre per la pazienza e la dedizione a questo progetto e Tempra Edizioni per questa “prima volta”.

 

Ringrazio Alessandro e Iacopo per l’intervista.

 

Marianna Iannarone

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